Mi piacerebbe trovarmele addosso le tue orbite,
su questa pelle da viscida aspide.
Sulle labbra che serrate sono.
Sui miei segreti, rivelati e minimizzati.
Come donnina di nessun costume mi hai disegnata.
L'interpretazione ad andar per mostre è soggettiva, sai?
Fuori le accuse.
Dentro le grida.
Rese storpie.
Me le terrò per me, come i miei fantasmi.
Sola io e loro.
Sola.
Utile sarebbe sbatterti in faccia la mia maledizione.
Invece oggi spengo il cielo, smorzo il sole,
pennello di nero i miei colori più veri.
Quelli che non credo aver mostrato mai.
Ancora una volta, annegherò nelle mie gocce.
Sola.
Perchè non è d'amor che sento,
ma di morte l'odore.
Striscia fra le mie erbe di campo.
Vigile.
Padrone del branco.
Destato dall'essenza mutiforme.
Complicata.
Pronto a graffiare.
A duramente ammonire!
Oscilla impercettibile,
in movimento armonico.
Legate le sue ali,
non tarpate.
Muti i passi.
Nervosi.
Assente il suo sorriso,
verde il suo veleno.
Verde.
Così da confondersi
al nero
delle mie notti
e al traffico
Perchè sei incasinata tu?
Perchèèèè....Perchè?...PerchèBBù!?!?!?
Ma quanta gente c'è?
E quanta di questa conta davvero?
sono un irrazionale
sono la pecora
che segue il branco
dei suoi pensieri
e si abbandona.
sono la foglia
spazzata dall'autunno
(e si abbandona)
sono il muro
dietro la curva
(e aspetto)
Sono il freddo
dopo la sauna
(e aspetto)
Sono l'odore di
cane bagnato
(è forte)
Sono l'indiana
del fiume
(mi siedo e aspetto)
Sono quello che vedevi
e da cui scappavi
(e ritornavi)
Sono quello che
non vorrei essere
(e ritorno)
Sono illogica e cieca
(ma osservo)
Sono notte senza luna
(muovo un passo alla volta)
Sono prudente come
le bambine ubbidienti
(e vorrei seguire il fiume)
Sono fragile.
E infranta.
Sempre pensante
movimento nell'immobile.
Corde invisibili
cerco di afferrare
per ritornare:
vibrante
sofferente
vivente
senziente.
Sono a metà
della spirale.
Ero.

L'animo si sa
possiede un sol difetto...
E' la coda di un pavone,
è la mostra di stesso...
pura energia,
racchiusa in una torre, si pensa...
Senza veli
per chi la libera,
un di il suo nome muta.
Narcisa si fa guardare e
dell'altrui ammirazione
si compiace...
mostrando agli occhi propri grottesche rivelazioni.
lea 19/01/2003