Mi piacerebbe trovarmele addosso le tue orbite,
su questa pelle da viscida aspide.
Sulle labbra che serrate sono.
Sui miei segreti, rivelati e minimizzati.
Come donnina di nessun costume mi hai disegnata.
L'interpretazione ad andar per mostre è soggettiva, sai?
Fuori le accuse.
Dentro le grida.
Rese storpie.
Me le terrò per me, come i miei fantasmi.
Sola io e loro.
Sola.
Utile sarebbe sbatterti in faccia la mia maledizione.
Invece oggi spengo il cielo, smorzo il sole,
pennello di nero i miei colori più veri.
Quelli che non credo aver mostrato mai.
Ancora una volta, annegherò nelle mie gocce.
Sola.
Perchè non è d'amor che sento,
ma di morte l'odore.