La STORIA è ambientata in un mondo parallelo e personalissimo, si torna indietro nel tempo e si narra di quando viveva, anzi no, SOPRAVVIVEVA, una donna che aveva preso troppe bastonate fino ad allora, poi un bel giorno aveva deciso di porre fine a quella vita fatta di monotonia e freddezza totale. La persona si diceva io voglio altro e voglio averlo in questa vita.
La zingara spostò tutta la sua carrozza dal nord al sud di uno stato e pian pianino ricominciò a prendere possesso del territorio.
Finalmente si conosceva un pò di più e aveva scoperto di possedere risorse che non pensava di avere.
La sua vita scorreva non tranquilla però e sentiva che qualche energia potentissima la stava chiamando.
Si sentiva fremere e vibrare e la notte faceva strani sogni...sognava case, vie e strade nuove, sognava cimiteri, sognava laghetti con paperelle e sognava due occhi verdi...cioè non li sognava, li vedeva proprio.
Poi si svegliava con lo schiocco di un bacio e sentiva la presenza vicinissima della parte che le mancava per sentirsi viva...totalmente, giustamente.
Non se lo spiegava era la domanda costante che si poneva col passare dei giorni.
Un giorno la raggiunse una domanda sopra le altre: vuoi sposarmi?
A questa brutalità lei rispose con un: non posso.
Chi gliela aveva posta disse: ok. Convivenza?
Quella volta la zingara disse: mmmm si...se ne può parlare...
Passò un pò di tempo e la zingara e la luce si raccontavano l'uno dell'altra attraverso fili, attraverso vibrazioni mentali e visualizzazioni di immagini mentali...lei seppe così dei suoi nei.
Lui non c'era più.
Venne l'inverno...dio che freddo, cercò di fare fuoco per rianimarsi ma la femmina pallida continuava a vagare senza trovare il tepore...
Apparteneva alla tribù dei Sinti...senza un posto, in ogni posto, senza casa in ogni casa...
Il cuore che batteva soltanto per aspettare la luce accecante, alimentato nel battere solo dalla certezza di sapere che sarebbe tornato a casa sua presto o tardi...
Lasciò libera la luce di non esserci.
La lasciò libera di capire.
La lasciò libera di non farsi più domande.
La lasciò libera di tornare.
La donna artista continuò a fare quello che faceva da sempre, aspettare...
e dopo un pò di tempo l'AMORE tornò...e andò via nuovamente...e tornò ancora e andò via...e lei sentiva il crescere e il diminuire dell'energia, sentiva i suoi dolori, sapeva che anche all'energia stava succendendo lo stesso...si sentiva esanime, si sentiva dentro un occhio, si sentiva mutilata, si sentiva piccola, si sentiva maschio impotente, si sentiva vuota, si sentiva indifferente a tutto il resto, si sentiva come una foglia secca in un grosso vaso colmo di acqua piovana, si sentiva di non aver fatto il possibile...e continuò ad aspettare,fingendo di vivere.
Un giorno ritrovò l'energia e la ritrovò per caso in mezzo a tanti volti ignoti, la riconobbe subito e le mandò un bacio. L'energia rispose.
Fu il sentirsi leggeri dopo aver portato un peso enorme per troppo tempo.
La luce abbracciò la zingara di giorno, la zingara coprì la luce di notte e dormirono così, come una caramella con l'involucro...fu la cosa più bella che potesse succedere... fu l'unica volta che la zingara si sentì a casa sua e nel posto giusto...
Arrivò il momento di riprendere il cammino e quel giorno prima di rimettersi in viaggio la zingara e la luce andarono al mare e bevvero parecchie bevande arancioni.
Non si dissero troppe cose, solo l'essenziale.
Le certezze rimasero invariate, inevitabile fu invece, il modificarsi dell'atteggiamento.
Lei cominciò a sentirsi insicura, a sentire il bisogno di abbracciarlo, a snervarsi su alcune cose sciocche perdendo di vista la cosa più importante.
La fiducia.
l'AMORE se ne accorse e si chiuse in se stesso, fino a sparire di nuovo.
La zingara stette a crogiolarsi nel suo dolore per pochissimo tempo.
Dopo decise che era arrivato il momento di non aspettare più.
Decise che doveva far chiarezza, decise che era il momento di capire se dare una qualsiasi forma a quello che stava vivendo.
Si sentiva agitatissima le tremavano le mani, la voce e le ballava lo stomaco...