Desidero di me svanire,
di scompormi la carcassa,
farla a pezzi, vezzeggiarla.
Desiderio di abitare,
di in te dimorare,
di costruire e andarci ad amare,
di condivisione di cose e parole.
Desiderio di abbracciare,
di poter parlare di sogni e spaventi,
di poter sentir caldo,
di voler restare.
Desiderio di non ricordare,
di non più andar via,
di occhi lucenti che mai scorderei,
di posti sperduti che non trovo più.
Desiderio di acqua sui piedi,
di scender da un treno,
di aspettarsi l'abbraccio,
di invece scontrarsi.
Desiderio di non infrangersi
ché in quell’ abbraccio
non ci sei tu.
Striscia fra le mie erbe di campo.
Vigile.
Padrone del branco.
Destato dall'essenza mutiforme.
Complicata.
Pronto a graffiare.
A duramente ammonire!
Oscilla impercettibile,
in movimento armonico.
Legate le sue ali,
non tarpate.
Muti i passi.
Nervosi.
Assente il suo sorriso,
verde il suo veleno.
Verde.
Così da confondersi
al nero
delle mie notti
e al traffico