29/10/2006

Via dei Ricordi

Ti ho lasciato ai tuoi rimorsi

e alle tue insicurezze e

profumo di zenzero

e riccioli rossi che senti ancora gravare.

Ti ho portato emozioni e rabbia

inaspettabili

Poi ti ho detto addio.

Ma ti sento ancora vicino,

ancora presente,

nel silenzio e nei gesti lasciati a metà

per non girare intorno su noi stessi.

Mi hai lasciato la strada,

 di infinite note disseminata.

La strada per ritornare a te,

 tutte le volte che voglio o quelle che  accade,

come era giusto che fosse.

Come doveva essere.

Come non è.

Come è giusto che non sia.

In via dei Ricordi

non ho più incontrato te,

ma nuove anime

che intrecciando nuovi fili

 legano senza stringerci.

postato da: principessarom alle ore 01:57 | link | commenti (6)
categorie: dolceth0scherzeth0
27/10/2006

in bocca al lupo!

MAURI VAI E SPACCALI TUTTI!!! :**********

(piccolo post per LA dottoressa)

postato da: principessarom alle ore 00:10 | link | commenti (4)
categorie:
19/10/2006

fragile

sono un irrazionale

sono la pecora

che segue il branco

dei suoi pensieri

e si abbandona.

sono la foglia

spazzata dall'autunno

(e si abbandona)

sono il muro

dietro la curva

(e aspetto)

Sono il freddo

dopo la sauna

(e aspetto)

Sono l'odore di

cane bagnato

(è forte)

Sono l'indiana

del fiume

(mi siedo e aspetto)

Sono quello che vedevi

e da cui scappavi

(e ritornavi)

Sono quello che

non vorrei essere

(e ritorno)

Sono illogica e cieca

(ma osservo)

Sono notte senza luna

(muovo un passo alla volta)

Sono prudente come

le bambine  ubbidienti

(e vorrei seguire il fiume)

Sono fragile.

E infranta.

postato da: principessarom alle ore 09:13 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni

nel pozzo

Sempre pensante

movimento nell'immobile.

Corde invisibili

cerco di afferrare

per ritornare:

vibrante

sofferente

vivente

senziente.

Sono a metà

della spirale.

Ero.

postato da: principessarom alle ore 09:02 | link | commenti
categorie: riflessioni
16/10/2006

IN QUESTO BUCO NERO

Una scarica di sensazioni

forti e luminose a tratti.

Un freddo rumore,

la dura umidità,

odore di cortile,

rumore di treni in movimento.

Urla silenziose,

cigolii che sollevano polvere.

Le labbra compresse e

la radio che sembra favorir(mi)

col suo ALTOVOLUME...

Uno, due, tre

odori-corpi-voci diversi nel comune di intenti..

Galoppanti, piano, veloce, così...

La porta si richiude,

ferita resta aperta orribilmente.

In questo buco nero!

postato da: principessarom alle ore 09:36 | link | commenti (2)
categorie: lacrime
15/10/2006

artiglio

NON E' FACILE FINIRE.

NON E' FACILE ACCETTARE LE EVIDENZE.

NON E' CHIUDERE,

E' IL RIAPRIRE CHE FA MALE E FA SPAVENTO.

E' PASSATO TROPPO TEMPO E

SOFFIA SEMPRE FREDDO IL VENTO.

IO PAESAGGIO NUDO D'AUTUNNO,

TU PASSAGGIO CRUDELE D'INVERNO.

QUI SI GIOCA A MASSACRARSI.

QUI SI PAGA IN "NON SI DICE".

TOGLI ARTIGLIO DAL MIO CUORE

CHE D'INVERNO TORNI AMORE.

postato da: principessarom alle ore 02:25 | link | commenti (1)
categorie: decervellamento
13/10/2006

vetro in vetrina

Quante crisi?

Quante vite?

Quanti vetri bisogna infrangere per ottenere quello che si vuole?

Quanti cocci e quanti rumori?

Quanto costa guardare oltre la vetrina?

Quanto costa mettersi al posto del vetro?

Quanti tagli?

Quante lacerazioni ancora?

Quanti pezzi dovrò raccogliere?

Quanto male?

Quanti punti?

Quanto fragile sono?

Questo oltre la vetrina non si vede...

La vetrina mette in risalto quello che vogliamo vedere...

Un vetro può sembrare un cristallo...

Un vetro fa un rumore meno sonoro di un cristallo e la sua perdita è meno sofferta.

postato da: principessarom alle ore 23:59 | link | commenti (1)
categorie: sfoghi

LA ZINGARA E LA LUCE

Voglio raccontare una storia...

La STORIA è ambientata in un mondo parallelo e personalissimo, si torna indietro nel tempo e si narra di quando viveva, anzi no, SOPRAVVIVEVA, una donna che aveva preso troppe bastonate fino ad allora, poi un bel giorno aveva deciso di porre fine a quella vita fatta di monotonia e freddezza totale. La persona si diceva io voglio altro e voglio averlo in questa vita.
La zingara spostò tutta la sua carrozza dal nord al sud di uno stato e pian pianino ricominciò a prendere possesso del territorio.
Finalmente si conosceva un pò di più e aveva scoperto di possedere risorse che non pensava di avere.
La sua vita scorreva non tranquilla però e sentiva che qualche energia potentissima la stava chiamando.
Si sentiva fremere e vibrare e la notte faceva strani sogni...sognava case, vie e strade nuove, sognava cimiteri, sognava laghetti con paperelle e sognava due occhi verdi...cioè non li sognava, li vedeva proprio.
Poi si svegliava con lo schiocco di un bacio e sentiva la presenza vicinissima della parte che le mancava per sentirsi viva...totalmente, giustamente.
Non se lo spiegava era la domanda costante che si poneva col passare dei giorni.
Un giorno la raggiunse una domanda sopra le altre: vuoi sposarmi?
A questa brutalità lei rispose con un: non posso.
Chi gliela aveva posta disse: ok. Convivenza?
Quella volta la zingara disse: mmmm si...se ne può parlare...
Passò un pò di tempo e la zingara e la luce si raccontavano l'uno dell'altra attraverso fili, attraverso vibrazioni mentali e visualizzazioni di immagini mentali...lei seppe così dei suoi nei.
Lui non c'era più.
Venne l'inverno...dio che freddo, cercò di fare fuoco per rianimarsi ma la femmina pallida continuava a vagare senza trovare il tepore...
Apparteneva alla tribù dei Sinti...senza un posto, in ogni posto, senza casa in ogni casa...
Il cuore che  batteva soltanto per aspettare la luce accecante, alimentato nel battere solo dalla certezza di sapere che sarebbe tornato a casa sua presto o tardi...
Lasciò libera la luce di non esserci. 
La lasciò libera di capire.
La lasciò libera di non farsi più domande.
La lasciò libera di tornare.
La donna artista continuò a fare quello che faceva da sempre, aspettare...
e dopo un pò di tempo l'AMORE tornò...e andò via nuovamente...e tornò ancora e andò via...e lei sentiva il crescere e il diminuire dell'energia, sentiva i suoi dolori, sapeva che anche all'energia stava succendendo lo stesso...si sentiva esanime, si sentiva dentro un occhio, si sentiva mutilata, si sentiva piccola, si sentiva maschio impotente, si sentiva vuota, si sentiva indifferente a tutto il resto, si sentiva come una foglia secca in un grosso vaso colmo di acqua piovana, si sentiva di non aver fatto il possibile...e continuò ad aspettare,fingendo di vivere.
Un giorno ritrovò l'energia e la ritrovò per caso in mezzo a tanti volti ignoti, la riconobbe subito e le mandò un bacio. L'energia rispose.
Fu il sentirsi leggeri dopo aver portato un peso enorme per troppo tempo.
La luce abbracciò la zingara di giorno, la zingara coprì la luce di notte e dormirono così, come una caramella con l'involucro...fu la cosa più bella che potesse succedere... fu l'unica volta che la zingara si sentì a casa sua e nel posto giusto...
Arrivò il momento di riprendere il cammino e quel giorno prima di rimettersi in viaggio la zingara e la luce andarono al mare e bevvero parecchie bevande arancioni.
Non si dissero troppe cose, solo l'essenziale.
Le certezze rimasero invariate, inevitabile fu invece, il modificarsi dell'atteggiamento.
Lei cominciò a sentirsi insicura, a sentire il bisogno di abbracciarlo, a snervarsi su alcune cose sciocche perdendo di vista la cosa più importante.
La fiducia.
l'AMORE se ne accorse e si chiuse in se stesso, fino a sparire di nuovo.
La zingara stette a crogiolarsi nel suo dolore per pochissimo tempo.
Dopo decise che era arrivato il momento di non aspettare più.
Decise che doveva far chiarezza, decise che era il momento di capire se dare una qualsiasi forma a quello che stava vivendo.
Si sentiva agitatissima le tremavano le mani, la voce e le ballava lo stomaco...
postato da: principessarom alle ore 09:26 | link | commenti
categorie: fantansìe
09/10/2006

MASO/LEA

Il cerchio non si chiude,

diventa spiraliforme...

Vorrei per una volta

poterci credere,

potermi fidare.

Creatura bestiale.

Oh! Le carezze!

Cane rabbioso che mostra i denti...

Superficiale.

La definizione del mio quadro.

Donna saggia.

Immagini di curve e solitarie vecchiette,

ciocche candide e scialli frangiati e denti d'oro...

MASO/LEA perchè non credi?

Perchè cerchi il nulla?

Perchè non fai il salto?

Perchè ti fermi?

Cosa vuoi capire se è tutto detto?

DONNA/SQUILLO,

le parole colpiscono i tuoi sensi

più del tocco incantato...

Corri,

credendo di essere inseguita...

Ami,

perchè è una tua debolezza...

Ti piace farti male,

perchè senti la vita...

La cerchi disperatamente...

La cerchi nella luce,

riflessa in bianchi denti affilati...

Hai paura ma non scappi...

e credi di capire...

e sai di essere compresa...

postato da: principessarom alle ore 10:32 | link | commenti (3)
categorie: follie
05/10/2006

acque nere

Lasciami nuotare nelle tue acque nere,

ti prego,

lasciamelo fare nel giorno più freddo dell'anno.

Il mio stomaco sconquassato non chiede che questo...

Non voglio aiutarti,voglio solo tuffarmi e sentire la minaccia tutta intorno...

Non mentire con me...

Io non lo sto facendo...

La paura di lasciarti attraversare ti fa compiere sciocche gesta.

Voglio solo sguazzare nella tua pozzanghera..Solo questo..

Concedimi di annegare nel tuo mare oscuro...

Circondami solo una volta.

postato da: principessarom alle ore 10:52 | link | commenti (11)
categorie:

Chi sono

Utente: principessarom
Nome: lea vedder
chi sono? ottima domanda!!!

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