Ti ho lasciato ai tuoi rimorsi
e alle tue insicurezze e
profumo di zenzero
e riccioli rossi che senti ancora gravare.
Ti ho portato emozioni e rabbia
inaspettabili
Poi ti ho detto addio.
Ma ti sento ancora vicino,
ancora presente,
nel silenzio e nei gesti lasciati a metà
per non girare intorno su noi stessi.
Mi hai lasciato la strada,
di infinite note disseminata.
La strada per ritornare a te,
tutte le volte che voglio o quelle che accade,
come era giusto che fosse.
Come doveva essere.
Come non è.
Come è giusto che non sia.
In via dei Ricordi
non ho più incontrato te,
ma nuove anime
che intrecciando nuovi fili
legano senza stringerci.
MAURI VAI E SPACCALI TUTTI!!! :**********
(piccolo post per LA dottoressa)
sono un irrazionale
sono la pecora
che segue il branco
dei suoi pensieri
e si abbandona.
sono la foglia
spazzata dall'autunno
(e si abbandona)
sono il muro
dietro la curva
(e aspetto)
Sono il freddo
dopo la sauna
(e aspetto)
Sono l'odore di
cane bagnato
(è forte)
Sono l'indiana
del fiume
(mi siedo e aspetto)
Sono quello che vedevi
e da cui scappavi
(e ritornavi)
Sono quello che
non vorrei essere
(e ritorno)
Sono illogica e cieca
(ma osservo)
Sono notte senza luna
(muovo un passo alla volta)
Sono prudente come
le bambine ubbidienti
(e vorrei seguire il fiume)
Sono fragile.
E infranta.
Sempre pensante
movimento nell'immobile.
Corde invisibili
cerco di afferrare
per ritornare:
vibrante
sofferente
vivente
senziente.
Sono a metà
della spirale.
Ero.
Una scarica di sensazioni
forti e luminose a tratti.
Un freddo rumore,
la dura umidità,
odore di cortile,
rumore di treni in movimento.
Urla silenziose,
cigolii che sollevano polvere.
Le labbra compresse e
la radio che sembra favorir(mi)
col suo ALTOVOLUME...
Uno, due, tre
odori-corpi-voci diversi nel comune di intenti..
Galoppanti, piano, veloce, così...
La porta si richiude,
ferita resta aperta orribilmente.
In questo buco nero!
NON E' FACILE FINIRE.
NON E' FACILE ACCETTARE LE EVIDENZE.
NON E' CHIUDERE,
E' IL RIAPRIRE CHE FA MALE E FA SPAVENTO.
E' PASSATO TROPPO TEMPO E
SOFFIA SEMPRE FREDDO IL VENTO.
IO PAESAGGIO NUDO D'AUTUNNO,
TU PASSAGGIO CRUDELE D'INVERNO.
QUI SI GIOCA A MASSACRARSI.
QUI SI PAGA IN "NON SI DICE".
TOGLI ARTIGLIO DAL MIO CUORE
CHE D'INVERNO TORNI AMORE.
Quante crisi?
Quante vite?
Quanti vetri bisogna infrangere per ottenere quello che si vuole?
Quanti cocci e quanti rumori?
Quanto costa guardare oltre la vetrina?
Quanto costa mettersi al posto del vetro?
Quanti tagli?
Quante lacerazioni ancora?
Quanti pezzi dovrò raccogliere?
Quanto male?
Quanti punti?
Quanto fragile sono?
Questo oltre la vetrina non si vede...
La vetrina mette in risalto quello che vogliamo vedere...
Un vetro può sembrare un cristallo...
Un vetro fa un rumore meno sonoro di un cristallo e la sua perdita è meno sofferta.
Il cerchio non si chiude,
diventa spiraliforme...
Vorrei per una volta
poterci credere,
potermi fidare.
Creatura bestiale.
Oh! Le carezze!
Cane rabbioso che mostra i denti...
Superficiale.
La definizione del mio quadro.
Donna saggia.
Immagini di curve e solitarie vecchiette,
ciocche candide e scialli frangiati e denti d'oro...
MASO/LEA perchè non credi?
Perchè cerchi il nulla?
Perchè non fai il salto?
Perchè ti fermi?
Cosa vuoi capire se è tutto detto?
DONNA/SQUILLO,
le parole colpiscono i tuoi sensi
più del tocco incantato...
Corri,
credendo di essere inseguita...
Ami,
perchè è una tua debolezza...
Ti piace farti male,
perchè senti la vita...
La cerchi disperatamente...
La cerchi nella luce,
riflessa in bianchi denti affilati...
Hai paura ma non scappi...
e credi di capire...
e sai di essere compresa...
Lasciami nuotare nelle tue acque nere,
ti prego,
lasciamelo fare nel giorno più freddo dell'anno.
Il mio stomaco sconquassato non chiede che questo...
Non voglio aiutarti,voglio solo tuffarmi e sentire la minaccia tutta intorno...
Non mentire con me...
Io non lo sto facendo...
La paura di lasciarti attraversare ti fa compiere sciocche gesta.
Voglio solo sguazzare nella tua pozzanghera..Solo questo..
Concedimi di annegare nel tuo mare oscuro...
Circondami solo una volta.