Ero fumante dalla rabbia!
OK TIPO! Vuoi giocare???
ECCOMI!!! Giochiamo!!!
Mi si affacciavano in mente quelle giostrine dei bambini che funzionano a monetine che ogni 3 minuti dicono:"dai, gioca con me!"
Non persi tempo stavolta; la mattina dopo tornai a fare benzina col serbatoio ancora non in riserva sparata.
Occhiali da sole inforcati e caftano nero ci andai.
Appena lo vidi arrivare misi la chiave fuori dal finestrino e lui in tutta tranquillità mi chiese: "quanto?"
CIOE'!!!
Era la prima volta che un essere vivente di sesso maschile mi faceva una domanda simile...
Disegni animati a colori di nonnine che prendono a borsettate in testa gattacci neLi e bianchi nella mia mente...
e invece risposi:"10", scandendo con meticolosità tutte le lettere...
Nessuna reazione visibile in lui.
A volte sembrava davvero un robot.
Tornai a casa come in trance,senza sapere cosa pensare, con la debolezza nelle braccia e nei piedi e mentre scendevo dall'auto, cadde un'altra pallina di carta, stavolta arancione.
La raccolsi, la aprii e lessi:
Scusami per lo scherzetto dell'altra volta.
Era una prova a cui dovevo sottoporti per vedere le tue reazioni.
Non mi sbagliavo,sei la persona che cercavo.
Non hai fatto una piega l'altra volta.
Se avrai la pazienza di aspettare ti spiegherò tutto.
Nessuna firma, nessuna data, tutto scritto in stampato maiuscolo...
BEH!!! Che dire...meglio del nulla...
Si ma cosa aveva mai da spiegare a me?
Come aveva fatto a mettere quel biglietto vistoso senza farsi vedere?
Decisi che non mi sarei fatta neanche un minuto di pippa mentale...
mi misi il costume e me ne andai al mare...