Dato che amo farmi domande,avrei voluto capire subito il motivo per cui era così nervoso e invece mi venne vicina mi prese le chiavi che gli stavo porgendo e mi domandò:"faccio 10?" - "si grazie!".
Al momento di andare via mi diede il resto e un gratta e vinci col punto della raccolta.
Lo appoggiai sul cruscotto e andai via, pensando a quell'ufficio a specchi,
a chi si nascondeva lì dentro al motivo per cui ANVEDI era nervoso, al rincaro della benza...
Feci tutti i miei giri e solo quando tornai a casa e scesi dall'auto notai, prendendo tutte le cose che avevo sparso, che sul grattino c'era scritto qualcosa a penna.
OH! Fu la prima cosa che mi uscì dalla bocca...
Un cenno di vita! yuhuuuuuuuu! evviva!!!
La sorpresa fu un'altra...
Sul grattino c'era scritto : DOBBIAMO PARLARE.
Beh si certo! DOBBIAMO PARLARE.
E mò che gli dico a questo?
ODDIIIIO che agitazione!
E inoltre: COME PARLIAMO? NO! CIOE'...SPIEGAMELO ANVE'!
PARLIAMO COL TAM TAM? EH? CON I SEGNALI DI FUMO? EH?
RISPONDI! PER DIO! RISPONDI!
COME PARLIAMO EH?
COME?
CO-ME?
C
O
M
E
?
In pratica non avevo null'altro che questo biglietto fra le dita, nient'altro.
NIENTE di NIENTE.
Nè un numero, nè un appuntamento o un'indicazione.
Feci finta di non averlo MAI letto e mi preparai per uscire con le amiche, mi sarei distratta parlando di cose ridicole...
Quando arrivavo al distributore nella mia testa ormai potevo focalizzare solo due immagini:
1°) A.A.A. Gentile, raffinato, bella presenza offresi per "simpatici incontri". Solo donne. NO PERDITEMPO.
2°) Sono povero. Aiutatemi. Ho fame.
Tutto questo perchè ORMAI avevo deciso che ANVEDI (non avevo scoperto ancora il nome), odiava il suo lavoro e per questo era sempre così sfuggente...
Nel mio cervellino però, sapevo che c'era quel particolare che mi sfuggiva...quel dettaglio talmente visibile da diventare invisibile...
Guardai in tutte le direzioni, per tentare di ricordare un NON RICORDO e SPEM!
Eccolo lì il particolare!
Quella jeep nera era sempre nello stesso posto.
Mi domandai: "sarà sua"?
La risposta non tardò ad arrivare...
Nel pomeriggio mentre mi recavo al lavoro, lo incrociai in bici.
Andava di corsa (la strada era in discesa) e mi fece un cenno di saluto con la testa...
Quando, dopo un paio di giorni tornai a far benzina, era tutto cambiato!
Al posto del piccolo negozio di olii, ricambi auto ecc... c'era adesso una sorta di ufficio con i vetri scuri e ANVEDI sembrava più nervoso del solito mentre erogava...
Mi accorsi che la clientela era composta dalla quasi totalità di donne:
Donne in berlina, donne in utilitaria (come me), piccole donne in scooter, donne in fuoristrada.
Bionde, brune, rosse, alte, basse, tettone, secche...
Tutte con quell'atteggiamento abbastanza idiota, sia nel comportamento che nella mimica facciale.
Quanto se la godeva ANVEDI lo si capiva dalla sua faccia da BEL PARACULO...
Il ghigno beffardo di chi sa di piacere...
Il sorriso un pò amaro di chi pensa di essere sprecato...
Mentre osservavo quella scena di estrema monotonia comportamentale del genere umano femminile, pensavo non può essere...io non sono così e il mio cervello cominciò a elaborare ipotesi sul motivo che rendeva ai miei occhi ANVEDI un pò snob...
Prima ipotesi: In realtà sottovaluta le donne, le considera tutte allo stesso modo, oppure è stato ferito da una di noi.
Seconda ipotesi: Detesta questo lavoro molto "on the road".
Dato che la prima ipotesi la bocciai sul nascere, mi concentrai sulla seconda e nella testa mi dicevo:"povero ANVEDI,col sole e con la neve, sempre con quella pistola in mano...Sempre a sorridere e dire grazie arrivederci..
Cambiai il mio punto di vista su di lui e seppi che,da quel momento,non lo avrei mai più guardato come un uomo grasso e sudato guarderebbe una bella polacca che fa la lap dance,seppi che da quel momento, lo avrei guardato con comprensione...
Intanto feci caso anche a quella jeep scura parcheggiata sempre dall'altro lato della strada...
Pensare a lui terrorizzato dalle mie possibili richieste, mi fece "scabinare".
Oddio che imbarazzo!
Ad un tratto mi venne voglia di scappare via e nella mente pensavo:
muoviti, dammi le chiavi, devo andare via, devo schermare la mia mente!
Tu non devi capire, non devi sapere, non DEVI guardarti con i miei occhi.
Io da brava individualista, non vedevo cose di rilevante importanza, persa nella contemplazione del VERO MASCHIO 100%.
Lui, da perfetto venditore, faceva l'indiano!
Erogava benzina e resti.
Sorrideva e restituiva le chiavi.
Ringraziava e si allontanava.
Sempre distaccato.
Sempre irraggiungibile.
Mi sembrava di comporre un numero e di ascoltare il consueto, atteso, sicurissimo, odiatissimo messaggio gratuito:
il numero da lei chiamato non è raggiungibile!
Il numero non è raggiungibile...
Il numero non è raggiungibile...
Il numero non è raggiungibile!
Ma si può sapere che ce l'hai a fare STO NUMERO???
Fu mentre cercavo di pensare inutile (visto che non sapevo il numero), per non pensare osceno, che mi accorsi di quello che succedeva intorno...
Non vorrei che questo mio scrivere diventasse un trattato sulla bellezza mascolina e sul fascino esercitato da ANVEDI.
Si sa!
Dopo tante volte che vedi una persona, anche se bella, non è più una sorpresa e così, il mio sguardo si distolse spontaneamente per andare ad osservare quello che accadeva intorno e superavo lo scoglio del MOMENTO PROPIZIO!
Momento diluito nel tempo quello, mentre in silenzio io , pensavo a cosa dirgli per interrompere il ronzio fastidioso del suo lavoro.
Granelli di clessidra che passano lenti dall'altra parte per lui che, con lo sguardo perso nel vuoto come a dare l'idea del distacco, non osava guardarmi, quasi temesse che gli chiedessi nuovamente di controllarmi le gomme...
TRAAAANQUIIIILLO BABY!
Quella volta non era una scusa!
Non sono un'OCA io!
Le altre! Ma non io!
Ti pregooooo!!! Non pensarlo neanche per un nanosecondo.(che brutta parola nano:/)